“Ad unire i populisti europei c’è più di quello che sembra”

Dalla crisi di governo austriaca al risultato mediocre di AfD in Germania, i populisti forse non avanzano lancia in resta, ma la solidarietà fra loro è un elemento del tutto nuovo. Intervista con il politologo Michael Kurze.

L’ultima settimana di campagna elettorale tedesca è stata senz’altro dominata, fra gli altri temi, dallo scandalo attorno al “video di Ibiza”, a causa del quale nella vicina Austria il Vicecancelliere e leader della destra di FPÖ Heinz-Christian Strache ha dovuto dimettersi insieme al capogruppo parlamentare dello stesso partito Johann Gudenus. Mentre la crisi a Vienna si avviluppava sempre di più fino a consegnare il Paese ad un governo tecnico e ad elezioni anticipate, in Germania la destra di AfD ha preso in qualche modo le difese dei “cugini” di FPÖ, il cui modello di governo in alleanza con i democristiani della ÖVP veniva spesso citato come paradigma per il futuro anche dai populisti di Berlino e dintorni. Kater ha parlato con Michael C. Kurze, ricercatore all’Università di Bonn ed esperto di populismi europei, di quanto siano collegate fra loro AfD ed FPÖ e quali scenari ci sia da aspettarsi dalla novella “internazionale dei sovranisti” lanciata da AfD fra l’altro insieme a Matteo Salvini.

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