La cautela di Jürgen Habermas

Con un lungo editoriale sulla Süddeutsche Zeitung, il filosofo tedesco è intervenuto nel dibattito sul sostegno militare all’Ucraina

Una decina di giorni fa scrivevamo di Sascha Lobo e del suo feroce editoriale apparso sullo Spiegel, dedicato al “pacifismo straccione”, una forma di moralismo che ritiene più importante il rispecchiarsi nei propri principi rispetto alla vita altrui, messa a rischio dall’inazione e dall’attendismo. 

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Il silenzio di Angela

L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha accelerato in maniera formidabile la revisione dell’operato di Angela Merkel

Quando finì il mandato di Cancelliera di Angela Merkel, solamente quattro mesi fa, le lodi del suo operato degli ultimi sedici anni si trovavano pressoché su ogni fonte di stampa. Lodi che raramente si fanno mancare, anche a chi non le merita, nel momento dell’addio, ma nel suo caso certamente meritate.

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La Germania vuole il gas del Qatar

Il piano di Robert Habeck per rendere Berlino indipendente dal gas di Mosca

Con lo scoppio della guerra in Ucraina la Germania, come molti altri Paesi europei, ha realizzato una volta per tutte quanto grave e pressante sia il suo problema di approvvigionamento energetico.

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Più attuale che mai: cent’anni fa nasceva l’architetto della Ostpolitik

Il centenario della nascita di Egon Bahr, architetto della Ostpolitik di Willy Brandt, cade proprio nel momento in cui la distanza fra Germania e Russia non potrebbe essere maggiore.

Esattamente cent’anni fa, il 18 marzo 1922, nasceva a Treffurt, nell’allora Turingia prussiana, Egon Bahr.

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Vostro figlio fra trent’anni andrà al lavoro in funivia

Ma la vera notizia è questa: non sarà un maestro di sci

Breve riassunto – esaustivo e scrupoloso come sempre – su quale mezzo di trasporto prediligono i partiti politici tedeschi.

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Sulla Russia Scholz torna ad Adenauer

La Germania di Olaf Scholz abbandona dopo cinquant’anni una politica di pacificazione con l’Est e la Russia e torna al paradigma adenaueriano di esclusività dell’ancoraggio ad Occidente e di riarmo. Una scelta necessaria di fronte all’aggressione di Putin, ma da non banalizzare visto il retroterra storico e le sue conseguenze profonde sul(la) morale della società tedesca.

Nel suo discorso di domenica mattina al Bundestag, il Parlamento tedesco, il Cancelliere Scholz ha descritto come “cambio d’epoca” (Zeitenwende) la svolta impressa alla politica estera, di sicurezza ed energetica della Germania – in una parola, alla sua postura nel Continente e nel mondo.

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Grandi Elettori VIP

All’elezione del Presidente della repubblica Federale Tedesca non partecipano solo politici, ma anche numerosi esponenti della società civile – tra cui molti VIP.

La rielezione di Frank-Walter Steinmeier alla Presidenza della Repubblica Federale Tedesca è già da tempo una faccenda archiviata, anche se il voto vero e proprio si terrà solo domenica 13 febbraio.

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Quattro Großer Zapfenstreich tedeschi

Brevi considerazioni a partire dalla cerimonia militare con cui Angela Merkel si è congedata dalla Germania, e da altre tre volte in cui è stato concesso questo onore

Il Großer Zapfenstreich, la cerimonia militare con cui la sera di giovedì 2 dicembre Angela Merkel si è congedata dalla politica tedesca, è un tributo da protocollo concesso ai Presidenti della Repubblica Federale, ai Ministri della Difesa e anche ai Cancellieri. Merkel è la terza Cancelliera a ricevere l’omaggio, che è il cerimoniale “più alto e più solenne” concesso dalla Bundeswehr, l’esercito tedesco. Prima di lei è stato tributato ai sue due ultimi predecessori, Helmut Kohl e Gerhard Schröder.

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Nord Stream 2 e la burocrazia tedesca

Un altro intoppo per il gasdotto della discordia: stavolta a causa di un problema burocratico

In passato avevamo ipotizzato che l’ostruzionismo tedesco contro Nord Stream 2 avrebbe percorso grossomodo due possibili strade: quella degli accordi internazionali e quella della burocrazia interna.

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L’emigrazione italiana in Germania: da Gastarbeiter a cittadini europei – Intervista con Alessandro Bellardita

Intervista con Alessandro Bellardita, giudice e docente di diritto in Germania, sull’immigrazione dall’Italia e su come i fenomeni migratori hanno cambiato il quadro del diritto tedesco

Alessandro Bellardita è giudice presso il Tribunale di Karlsruhe e docente di diritto alla Hochschule di Schwetzingen, in Baden-Württemberg.

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