50 anni di Spaghetti-Eis

Le nozze d’oro fra i tedeschi e il loro gelato più amato

Quando nei primi anni Trenta del Novecento Mario Fontanella prese armi e bagagli e da Conegliano, vicino Treviso, si trasferì in Germania, probabilmente non immaginava che il suo cognome sarebbe entrato nella storia del Paese in cui aveva scelto di andare a vivere. Quasi quarant’anni sarebbero dovuti passare, e soprattutto sarebbe dovuto comparire sulla scena un altro personaggio: suo figlio Dario.

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Chi seguire su Twitter?

I migliori profili Twitter da tenere d’occhio per capire la Germania

Il 2016 è stato decisamente importante per l’ecosistema digitale tedesco.

Secondo uno studio pubblicato dallo Hans-Bredow-Institut e basato sul Reuters Digital News Report, quell’anno per la prima volta i social media hanno superato la carta stampata come fonte di notizie per il pubblico tedesco.

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Greta e la Germania

Il dibattito tedesco su Greta Thunberg e la sua protesta

Il movimento “Fridays for Future” è diventato ormai virale: è difficile non averne mai sentito parlare, altrettanto difficile ignorare come stia crescendo e stia acquisendo sempre maggiore impatto nell’opinione pubblica e anche nel dibattito politico.

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Ogni scherzo vale?

Annegret Kramp-Karrenbauer e il Carnevale, l’omofobia e l’inversione del potere

Se pensate che i tedeschi siano un popolo serioso che non ha senso dell’umorismo e non si sa divertire, probabilmente non vi siete mai trovati in Germania durante il Carnevale.

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Wessis o Ossis, questo è il problema

Fenomenologia degli “orientali” famosi, che tanto orientali però non sono.

Ai tedeschi piacciono tanto diminutivi e vezzeggiativi. “Si capisce!” dirà magari chi è abituato alle chilometriche parole composite: veri e propri scioglilingua, i quali però pure nel linguaggio quotidiano dei “crucchi” in carne ed ossa valgono come poco simpatici, perché difficili (eh sì, anche per loro!) e soprattutto perché spesso provenienti dal gergo giuridico o burocratico. Ovviamente, neanche nell’ex Reich è tanto carino rivolgersi alla fidanzata o ad un caro amico in “avvocatese”! Come ha di recente notato Jetzt, inserto giovanile della Süddeutsche Zeitung, in realtà un gergo fatto di diminutivi e vezzeggiativi un po’ bambineschi cela una forte relazione emotiva con situazioni e parole magari complicate, ma vissute talmente da vicino da far sorgere come spontanea la necessità di un addolcimento del linguaggio. Di questi lemmi a mezza via fra il puerile e l’ufficioso ve ne sono tantissimi, ma a troneggiare sono senz’altro “Wessis” e “Ossis” – rispettivamente diminutivi di Westdeutsche e Ostdeutsche: insomma i tedeschi dell’ex Germania Ovest e della sua nel frattempo scomparsa sorella dell’Est. Continua a leggere “Wessis o Ossis, questo è il problema”

Holocaust, 1979

Quando i tedeschi scoprirono l’Orrore

Una serie tv americana di pessima fattura è riuscita là dove centinaia di libri, pièce teatrali, film e trasmissioni televisive, migliaia di documenti e tutti i processi sui lager in tre decenni di storia postbellica hanno fallito: mostrare ai tedeschi i crimini compiuti contro gli ebrei in loro nome in un modo così forte, da sconvolgerne milioni.
Così apriva l’articolo principale dello Spiegel del 29 gennaio 1979, il primo numero comparso in edicola dopo quello che divenne a tutti gli effetti l’evento mediatico dell’anno: la proiezione in tv della miniserie americana Holocaust.

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