Inconvenienti di un rapper tedesco

Cosa succede quando provi a girare un video gangsta-rap ma non tutti lo capiscono

Mentre in Italia discutiamo se Soldi di Mahmood sia davvero un esempio di “canzone italiana” e ci indigniamo per i testi di Sfera Ebbasta, in Germania l’hip hop e i suoi derivati sono ormai parte integrante e consolidata del panorama musicale mainstream.   Continua a leggere “Inconvenienti di un rapper tedesco”

Wessis o Ossis, questo è il problema

Fenomenologia degli “orientali” famosi, che tanto orientali però non sono.

Ai tedeschi piacciono tanto diminutivi e vezzeggiativi. “Si capisce!” dirà magari chi è abituato alle chilometriche parole composite: veri e propri scioglilingua, i quali però pure nel linguaggio quotidiano dei “crucchi” in carne ed ossa valgono come poco simpatici, perché difficili (eh sì, anche per loro!) e soprattutto perché spesso provenienti dal gergo giuridico o burocratico. Ovviamente, neanche nell’ex Reich è tanto carino rivolgersi alla fidanzata o ad un caro amico in “avvocatese”! Come ha di recente notato Jetzt, inserto giovanile della Süddeutsche Zeitung, in realtà un gergo fatto di diminutivi e vezzeggiativi un po’ bambineschi cela una forte relazione emotiva con situazioni e parole magari complicate, ma vissute talmente da vicino da far sorgere come spontanea la necessità di un addolcimento del linguaggio. Di questi lemmi a mezza via fra il puerile e l’ufficioso ve ne sono tantissimi, ma a troneggiare sono senz’altro “Wessis” e “Ossis” – rispettivamente diminutivi di Westdeutsche e Ostdeutsche: insomma i tedeschi dell’ex Germania Ovest e della sua nel frattempo scomparsa sorella dell’Est. Continua a leggere “Wessis o Ossis, questo è il problema”

Il modello tedesco

Come la gestione del tifo in Germania può essere un esempio da seguire

I gruppi di estrema destra ci avevano provato anche in Germania.

L’anno precedente ai Mondiali in casa del 2006 (sì, quelli di Grosso), il partito NPD aveva tappezzato diverse città del Paese con manifesti che dicevano: “Bianco non è solo il colore della maglia. Per una vera nazionale” e che ritraevano la maglia numero 25, quella indossata nelle partite internazionali dal giocatore di padre nigeriano e madre tedesca Patrick Owomoyela.

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Holocaust, 1979

Quando i tedeschi scoprirono l’Orrore

Una serie tv americana di pessima fattura è riuscita là dove centinaia di libri, pièce teatrali, film e trasmissioni televisive, migliaia di documenti e tutti i processi sui lager in tre decenni di storia postbellica hanno fallito: mostrare ai tedeschi i crimini compiuti contro gli ebrei in loro nome in un modo così forte, da sconvolgerne milioni.
Così apriva l’articolo principale dello Spiegel del 29 gennaio 1979, il primo numero comparso in edicola dopo quello che divenne a tutti gli effetti l’evento mediatico dell’anno: la proiezione in tv della miniserie americana Holocaust.

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Dinner for one: stessa procedura di ogni anno

Il tradizionale appuntamento televisivo del San Silvestro tedesco

In Italia ci sono film che sono diventati cult delle vacanze natalizie per intere generazioni: Una Poltrona per Due (Trading Places – John Landis, 1983) è senz’altro il più noto.

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99 Luftballons

Il nemico numero uno del trasporto pubblico francofortese

Immaginate di dover gestire i mezzi pubblici di una città medio-grande, di quasi 750.000 abitanti.

Qual è la vostra preoccupazione principale? La penuria di mezzi, che vi lascia impreparati ad affrontare il volume di traffico nelle ore di punta? Il freddo, che rischia di danneggiare i binari di tram e metro? I costi che lievitano, costringendovi a ritoccare costantemente le tariffe verso l’alto per la gioia degli utenti?  Continua a leggere “99 Luftballons”

AKK vista dagli altri

L’elezione di Annegret Kramp-Karrenbauer secondo gli altri partiti tedeschi

 Alla fine è andata come ci si aspettava: ha vinto la favorita, Annegret Kramp-Karrenbauer, che al ballottaggio ha preso 517 voti contro i 482 dello sfidante Friedrich Merz. Continua a leggere “AKK vista dagli altri”