Il ragazzo della Curva B a Offenbach

Cosa ci insegna – ma soprattutto cosa non ci insegna – andare a un concerto di Nino D’Angelo in Germania

Vorrei entrare subito nel vivo della faccenda e scrivere del momento in cui ho sentito la Stadthalle di Offenbach vibrare per il boato degli spettatori quando Nino D’Angelo, tra una strofa e il ritornello di Jesce sole, ha urlato “viva il Sud”.

Ma cominciamo con ordine.

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Il ritorno dei Rammstein, e dell’indignazione alla tedesca

L’arte (o il vizio) della band del Meclemburgo per la provocazione

Dopo dieci anni di silenzio discografico (quelli trascorsi dall’uscita di Liebe ist für alle da), ai Rammstein sono bastati 20 secondi di video promozionale (per il loro nuovo disco in uscita il prossimo maggio) per attrarre l’attenzione di pubblico e istituzioni e, ovviamente, scatenare un putiferio.

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Chi seguire su Twitter?

I migliori profili Twitter da tenere d’occhio per capire la Germania

Il 2016 è stato decisamente importante per l’ecosistema digitale tedesco.

Secondo uno studio pubblicato dallo Hans-Bredow-Institut e basato sul Reuters Digital News Report, quell’anno per la prima volta i social media hanno superato la carta stampata come fonte di notizie per il pubblico tedesco.

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Inconvenienti di un rapper tedesco

Cosa succede quando provi a girare un video gangsta-rap ma non tutti lo capiscono

Mentre in Italia discutiamo se Soldi di Mahmood sia davvero un esempio di “canzone italiana” e ci indigniamo per i testi di Sfera Ebbasta, in Germania l’hip hop e i suoi derivati sono ormai parte integrante e consolidata del panorama musicale mainstream.   Continua a leggere “Inconvenienti di un rapper tedesco”

Holocaust, 1979

Quando i tedeschi scoprirono l’Orrore

Una serie tv americana di pessima fattura è riuscita là dove centinaia di libri, pièce teatrali, film e trasmissioni televisive, migliaia di documenti e tutti i processi sui lager in tre decenni di storia postbellica hanno fallito: mostrare ai tedeschi i crimini compiuti contro gli ebrei in loro nome in un modo così forte, da sconvolgerne milioni.
Così apriva l’articolo principale dello Spiegel del 29 gennaio 1979, il primo numero comparso in edicola dopo quello che divenne a tutti gli effetti l’evento mediatico dell’anno: la proiezione in tv della miniserie americana Holocaust.

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Dinner for one: stessa procedura di ogni anno

Il tradizionale appuntamento televisivo del San Silvestro tedesco

In Italia ci sono film che sono diventati cult delle vacanze natalizie per intere generazioni: Una Poltrona per Due (Trading Places – John Landis, 1983) è senz’altro il più noto.

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Weimar non è mai stata così cool

Come la serie tv Babylon Berlin sta riscrivendo il modo in cui i tedeschi pensano agli anni Venti

La Berlino dei dorati anni Venti è una “Germania sull’orlo dell’abisso”, come titola l’americano Weekly Standard, oppure una meravigliosa boccata d’aria fresca e libera prima della barbarie nazista? Entrambe! Dopo decenni di tabù, nei quali per gli anni Venti c’era posto solo in qualche romanzo o ai convegni di storiografia, finalmente la Germania di Weimar – che ancora si faceva chiamare Reich ma era già una repubblica – irrompe fra il grande pubblico e fa colpo alla grande. Continua a leggere “Weimar non è mai stata così cool”