Come ridurre il Bundestag

L’accordo raggiunto da Union e SPD per evitare un Bundestag oversize, che già in questa legislatura conta 709 deputati

Quando si è concluso lo spoglio delle ultime elezioni politiche, nel settembre del 2017, gli analisti politici tedeschi hanno individuato subito alcuni aspetti notevoli del nuovo Bundestag che si sarebbe insediato di lì a qualche settimana.

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Contenti e scontenti del candidato Scholz

Chi è contento della nomina di Olaf Scholz a candidato Cancelliere della SPD, e chi no

La nomina di Olaf Scholz a candidato alla Cancelleria per la SPD era una scelta prevedibile, ma non del tutto scontata.

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Intervista alla base: la CSU

Intervista a due esponenti della CSU, “sorella” bavarese della CDU: il partito della “modernità solida” ora si avvicina alla Cancelleria

Per comprendere un partito occorre andare alla sua base ed alle radici del suo consenso nella società. Continua a leggere “Intervista alla base: la CSU”

Pax tibi Markus, cancellarius meus

Ad inizio d’anno la parabola di Markus Söder, leader della CSU e Primo ministro di Baviera, sembrava definita per sempre: amministratore popolare a casa, vassallo della più grande CDU a Berlino. Poi qualcosa s’è mosso…

Primo atto: Quando Corona ancora non c’era.

Che il 2020 non fosse un anno fortunato a casa CDU, il più grande partito tedesco, lo devono aver capito rapidamente.

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Da Schulz a Scholz?

Riuscirà il Ministro delle Finanze ad assicurarsi la candidatura alla Cancelleria per le prossime elezioni politiche?

La tempesta causata dal coronavirus ha messo da marzo un po’ tutto in pausa, ma la politica tedesca ha gli occhi bene aperti e rivolti verso i tre mesi che vanno da agosto a ottobre 2021, quando si terranno le elezioni politiche. Certo, al momento c’è ancora ben altro a cui pensare con urgenza e manca un sacco di tempo, ma non pensiate che sia troppo presto: nei partiti iniziano già a circolare ipotesi per rispondere alla K-Frage, la Kanzlerfrage – la domanda su chi possa essere il candidato, o la candidata, alla Cancelleria. Continua a leggere “Da Schulz a Scholz?”

La SPD colpisce ancora

Tanti danno la Socialdemocrazia tedesca per pressoché morta, schiacciata dalle sue eterne liti ed in ultimo dal successo travolgente dei Verdi. Tuttavia ci si dimentica spesso di quanto forte sia il radicamento territoriale della SPD, confermandola un attore irrinunciabile della democrazia tedesca. Come le recenti elezioni comunali in Baviera dimostrano.

Sulla crisi dei partiti socialdemocratici occidentali, dall’italiano PD ai Laburisti britannici, sono già stati scritti i proverbiali fiumi d’inchiostro. Cui Kater non aggiungerà qui neppure un modesto rivoletto. Il Partito socialdemocratico di Germania, SPD, difende il proprio nome e la propria idea della politica dal remoto 1890 e nella citata tendenza mondiale è conforme alla regola.

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Le Germanie dei coronabond

Nel dibattito sui bond europei si inseriscono dinamiche più ampie interne ai partiti tedeschi

Nell’ultima settimana, i Coronabond hanno occupato larga parte del dibattito europeo, e ancora una volta la Germania si trova al centro della questione a causa del suo peso politico e finanziario. La sua discussione interna viene osservata oltre i confini nazionali, non sempre però problematizzando adeguatamente le diverse posizioni sui Coronabond.

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La CDU a Lipsia

Una sopravvissuta, uno sconfitto e un inaspettato vincitore al Parteitag della CDU a Lipsia

Una settimana dopo il congresso dei Verdi, e in attesa che la SPD scelga la sua nuova leadership, anche la CDU si riunisce per il suo Parteitag, tenutosi lo scorso weekend a Lipsia. Continua a leggere “La CDU a Lipsia”

L’opzione von der Leyen

Cosa significa per la Germania e per l’Europa la nomina di Ursula von der Leyen alla Presidenza della Commissione Europea

Martedì sera il Consiglio Europeo ha deciso di proporre Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea. La nomina dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo, un passaggio il cui successo non è scontato, ma nel frattempo il suo nome, sostanzialmente sconosciuto fuori dalla Germania fino a ieri, è diventato improvvisamente molto noto.

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Europeista, verde, divisa

La Germania si guarda allo specchio all’indomani delle elezioni europee: spunti per un’analisi del voto

Alle 18 di domenica sera, in uno dei pochi giorni soleggiati di un maggio per il resto freddo e piovoso, la Germania si scopre europeista e verde, con una geografia politica molto variegata al suo interno. O meglio, forse europeista e verde la Germania lo era già, ma finora alcuni elementi ne avevano offuscato l’immagine, facendoci apparire spettacolari prima i trionfi di Angela Merkel poi una montante marea bruna (il colore dei nazisti, volentieri associato anche ai loro epigoni o supposti tali).

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