L’opzione von der Leyen

Cosa significa per la Germania e per l’Europa la nomina di Ursula von der Leyen alla Presidenza della Commissione Europea

Martedì sera il Consiglio Europeo ha deciso di proporre Ursula von der Leyen come Presidente della Commissione Europea. La nomina dovrà essere approvata dal Parlamento Europeo, un passaggio il cui successo non è scontato, ma nel frattempo il suo nome, sostanzialmente sconosciuto fuori dalla Germania fino a ieri, è diventato improvvisamente molto noto.

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Europeista, verde, divisa

La Germania si guarda allo specchio all’indomani delle elezioni europee: spunti per un’analisi del voto

Alle 18 di domenica sera, in uno dei pochi giorni soleggiati di un maggio per il resto freddo e piovoso, la Germania si scopre europeista e verde, con una geografia politica molto variegata al suo interno. O meglio, forse europeista e verde la Germania lo era già, ma finora alcuni elementi ne avevano offuscato l’immagine, facendoci apparire spettacolari prima i trionfi di Angela Merkel poi una montante marea bruna (il colore dei nazisti, volentieri associato anche ai loro epigoni o supposti tali).

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L’ape, piccolo e grande animale politico

Come la operosa Baviera vuole riconvertire la propria agricoltura per salvare paesaggio e biodiversità

Mentre tutto il mondo guarda alle fanciullesche e grintose guance della svedese Greta che grida agli scolari di tutti i paesi “unitevi!” per salvare il clima, gli zelanti ed operosi bavaresi si apprestano nel silenzio globale a fare un grande passo per una tutela reale dell’ambiente e della biodiversità nel Land al centro dell’Europa. Continua a leggere “L’ape, piccolo e grande animale politico”

Le Europee 2019 viste dalla Germania

Come stanno i partiti tedeschi a poco più di due mesi dalle elezioni europee?

Si avvicinano le elezioni europee, un appuntamento certo decisivo per tutta l’UE ma che in alcuni paesi si prefigura più che altrove come una resa finale tra visioni diametralmente opposte dell’Europa. In Germania, tuttavia, questa percezione è stata fortemente ridimensionata dal mancato boom dell’AfD agli appuntamenti elettorali di quest’anno.

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“A destra non si guadagnano più voti di quelli che, facendo ciò, si perdono al centro”

Cosa ci dice il voto in Baviera del 14 ottobre

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I leader dei Grünen Robert Habeck e Ludwig Hartmann fanno stage diving sui loro sostenitori in festa

In un’improvvisa fiammata d’interesse verso i destini politici della Baviera, anche in Italia ci si è interessati ed interrogati lungamente nelle ultime settimane sui risultati del voto nel grande Land fra le Alpi ed il Meno e sulle loro conseguenze. Oltre alle domande, più che legittime, su quali effetti avrà il voto del 14 ottobre sul governo di Angela Merkel e sugli equilibri politici europei, in tanti si sono chiesti se e come sia possibile copiare, imitare, ammirare l’esempio bavarese. Prima di lanciarsi in appassionati o dotti saggi de imitatione Bavariæ è forse il caso però di guardare meglio dentro alle urne e a ciò che ad un tale voto ha condotto. Per uno sguardo di questo genere partiamo con una carta inusuale, quella dei secondi classificati, che rivela non poche informazioni di valore.

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Cinque cose notevoli (+ bonus) sulle elezioni in Assia

Breve guida a elezioni regionali diventate improvvisamente molto, molto importanti

Le elezioni in Baviera del 14 ottobre hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per la politica tedesca, le cui scosse si sono sentite fino a Berlino; per scoprire con che intensità, però, bisogna prima fare una tappa in Assia.
Nel Land di Francoforte, infatti, si vota domenica 28 ottobre, due settimane dopo il cataclisma bavarese.

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