La possibile politica estera tedesca post-Merkel: Markus Söder

Al momento, Armin Laschet e Markus Söder sono i due candidati favoriti per succedere al lungo cancellierato di Angela Merkel. Per la politica europea e internazionale, è importante sapere come la pensano i candidati sui temi più importanti. La scorsa settimana ci siamo occupati di Laschet, questa volta ci concentriamo su Markus Söder.

Quest’anno, nella campagna elettorale per le Bundestagswahl, le elezioni federali di settembre, verrà dedicato più spazio ad alcuni punti chiave della politica estera tedesca, come il controverso gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania. 

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La CSU ha un problema di nome Karin

In Baviera un Primo ministro di successo deve avere una moglie di nome Karin. Ne va del bene indissolubile dello Stato e del Partito! Se Söder andrà a Berlino, toccherà a lui stesso ed ai grandi della CSU decidere se sfidare la validità di questo dogma della politica monacense.

Il Primo ministro della Baviera, Markus Söder, può guardare fino ad oggi al 2020 come un anno straordinario. Le sue chances di avanzare politicamente fino al punto di diventare il primo Cancelliere bavarese nella storia tedesca sono confermate giorno dopo giorno da sondaggi che attestano solo per lui un consenso simile a quello goduto da Angela Merkel.

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Intervista alla base: la CSU

Intervista a due esponenti della CSU, “sorella” bavarese della CDU: il partito della “modernità solida” ora si avvicina alla Cancelleria

Per comprendere un partito occorre andare alla sua base ed alle radici del suo consenso nella società. Continua a leggere “Intervista alla base: la CSU”

Pax tibi Markus, cancellarius meus

Ad inizio d’anno la parabola di Markus Söder, leader della CSU e Primo ministro di Baviera, sembrava definita per sempre: amministratore popolare a casa, vassallo della più grande CDU a Berlino. Poi qualcosa s’è mosso…

Primo atto: Quando Corona ancora non c’era.

Che il 2020 non fosse un anno fortunato a casa CDU, il più grande partito tedesco, lo devono aver capito rapidamente.

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La SPD colpisce ancora

Tanti danno la Socialdemocrazia tedesca per pressoché morta, schiacciata dalle sue eterne liti ed in ultimo dal successo travolgente dei Verdi. Tuttavia ci si dimentica spesso di quanto forte sia il radicamento territoriale della SPD, confermandola un attore irrinunciabile della democrazia tedesca. Come le recenti elezioni comunali in Baviera dimostrano.

Sulla crisi dei partiti socialdemocratici occidentali, dall’italiano PD ai Laburisti britannici, sono già stati scritti i proverbiali fiumi d’inchiostro. Cui Kater non aggiungerà qui neppure un modesto rivoletto. Il Partito socialdemocratico di Germania, SPD, difende il proprio nome e la propria idea della politica dal remoto 1890 e nella citata tendenza mondiale è conforme alla regola.

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L’ape, piccolo e grande animale politico

Come la operosa Baviera vuole riconvertire la propria agricoltura per salvare paesaggio e biodiversità

Mentre tutto il mondo guarda alle fanciullesche e grintose guance della svedese Greta che grida agli scolari di tutti i paesi “unitevi!” per salvare il clima, gli zelanti ed operosi bavaresi si apprestano nel silenzio globale a fare un grande passo per una tutela reale dell’ambiente e della biodiversità nel Land al centro dell’Europa. Continua a leggere “L’ape, piccolo e grande animale politico”

“A destra non si guadagnano più voti di quelli che, facendo ciò, si perdono al centro”

Cosa ci dice il voto in Baviera del 14 ottobre

Jump
I leader dei Grünen Robert Habeck e Ludwig Hartmann fanno stage diving sui loro sostenitori in festa

In un’improvvisa fiammata d’interesse verso i destini politici della Baviera, anche in Italia ci si è interessati ed interrogati lungamente nelle ultime settimane sui risultati del voto nel grande Land fra le Alpi ed il Meno e sulle loro conseguenze. Oltre alle domande, più che legittime, su quali effetti avrà il voto del 14 ottobre sul governo di Angela Merkel e sugli equilibri politici europei, in tanti si sono chiesti se e come sia possibile copiare, imitare, ammirare l’esempio bavarese. Prima di lanciarsi in appassionati o dotti saggi de imitatione Bavariæ è forse il caso però di guardare meglio dentro alle urne e a ciò che ad un tale voto ha condotto. Per uno sguardo di questo genere partiamo con una carta inusuale, quella dei secondi classificati, che rivela non poche informazioni di valore.

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Cinque cose notevoli (+ bonus) sulle elezioni in Assia

Breve guida a elezioni regionali diventate improvvisamente molto, molto importanti

Le elezioni in Baviera del 14 ottobre hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per la politica tedesca, le cui scosse si sono sentite fino a Berlino; per scoprire con che intensità, però, bisogna prima fare una tappa in Assia.
Nel Land di Francoforte, infatti, si vota domenica 28 ottobre, due settimane dopo il cataclisma bavarese.

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In Baviera il nero non sta bene su tutto

La situazione in Baviera, a un mese esatto da un voto locale gravido di conseguenze.

Arte
Come in quest’opera d’arte astratta, i colori della forze politiche bavaresi dovranno mescolarsi dopo le elezioni del 14 ottobre prossimo. O almeno di due loro.

Siamo ad un mese esatto dalle elezioni bavaresi che, secondo tutti i pronostici, scompiglieranno gli equilibri politici del grande “Stato libero” fra le Alpi ed il Meno, strappando ai cristiano-sociali della CSU quel monopolio del potere che essi detengono ininterrottamente dal 1962 – salvo una breve parentesi nel 2008. Se c’è del vero non tanto nei singoli sondaggi, quanto nelle tendenze sociali per percorrono il Land, il prossimo Parlamento di Monaco sarà più plurale, con più partiti rappresentati ed un particolare fermento al centro, mentre governi monocolore dovranno cedere il passo a coalizioni i cui contorni sono ancora tutti da definire. Continua a leggere “In Baviera il nero non sta bene su tutto”

Bavarese europeo

La candidatura di Manfred Weber e i suoi risvolti per la politica interna tedesca e per la destra europea.

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(Foto: dpa)

Manfred Weber, europarlamentare bavarese della CSU e attuale presidente del gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo, sarà il candidato del PPE alla presidenza della Commissione Europea. Continua a leggere “Bavarese europeo”