La possibile politica estera tedesca post-Merkel: Markus Söder

Al momento, Armin Laschet e Markus Söder sono i due candidati favoriti per succedere al lungo cancellierato di Angela Merkel. Per la politica europea e internazionale, è importante sapere come la pensano i candidati sui temi più importanti. La scorsa settimana ci siamo occupati di Laschet, questa volta ci concentriamo su Markus Söder.

Quest’anno, nella campagna elettorale per le Bundestagswahl, le elezioni federali di settembre, verrà dedicato più spazio ad alcuni punti chiave della politica estera tedesca, come il controverso gasdotto Nord Stream 2 tra Russia e Germania. 

A differenza dell’attuale leader CDU, fatta eccezione per il tema Coronavirus, Söder non è ancora sotto i riflettori della stampa. Non si è esposto troppo su temi della campagna elettorale e, ad oggi, non ha ancora confermato ufficialmente la candidatura per la cancelleria. Solo dopo le elezioni in Baden-Württenberg e Renania Palatinato, infatti, sapremo con relativa certezza chi sarà il candidato finale per la Union. Questo accadrà indicativamente tra marzo ed aprile. Se queste due elezioni andranno bene per la CDU, salvo sorprese, Laschet sarà il candidato conservatore; se dall’altra parte andranno male, è quasi scontato che Söder si farà avanti.

Foto: ©Archivio/dpa

Il profilo internazionale di Söder è certamente meno ricco di quello di Laschet. 53 anni, leader della CSU dal marzo 2018 e con una passione per i travestimenti, il leader bavarese deve la sua attuale popolarità al suo pugno duro contro la Covid-19. A inizio 2020 Söder sembrava destinato a una forte popolarità nel suo Stato Libero, ma molto accondiscendente con la Cancelliera a Berlino. Alcuni di questi tratti sono cambiati, altri no. Se infatti la sua popolarità è aumentata anche al di fuori della Baviera, il quadro delle sue posizioni politiche è molto simile a quello della Cancelliera, più o meno allo stesso livello di Laschet. 

Merkel e Söder dopo una conferenza stampa sulle misure anti Covid-19 (Foto: ©IMAGO)

Negli ultimi anni si è intensificata la richiesta di una maggiore responsabilità da parte tedesca negli affari internazionali. Anche Söder sembra essere d’accordo su questo punto, affermando che la Germania non dovrebbe “solo seguire la Francia, ma anche assumere un ruolo di leadership congiunto”. Per Söder è necessario assumere un ruolo maggiore, prendendo spunto da quel che la Große Koalition a Berlino ha raggiunto con il pacchetto sul clima. 

Sulla Cina, la sua visione è molto simile a quella di Laschet e, per estensione, di Merkel. Si è dichiarato scettico su possibili sanzioni contro la Repubblica Popolare in riferimento ai diritti umani. Proprio come il collega renano, afferma che la Germania e l’Europa devono sia difendere i propri valori, sia mantenere un dialogo con la Cina, in quanto molti posti di lavoro sarebbero a rischio nel caso di un approccio più duro. Riguardo al 5G Huawei, ritiene che non sia necessario un divieto totale, ma spinge per maggiori investimenti tedeschi ed europei nel settore per proteggere i dati degli europei in un contesto internazionale. La Baviera è anche l’unico Land tedesco a finanziare direttamente un Istituto Confucio a Norimberga. Questi istituti sono dei centri linguistici e culturali cinesi che hanno l’obiettivo di promuovere una buona immagine della Cina all’estero. Da qualche anno, però, si sono sollevati dubbi sui legami con il Partito Comunista e sono stati accusati di fare propaganda. Dal 2015 al 2018 Söder è stato Ministro delle finanze dello Stato Libero ma non ha mai dato risposte convincenti né su questi finanziamenti, né sul suo incontro nel 2015 con i vertici dell’Istituto cinese a Pechino. 

Söder nella Città Proibita a Pechino durante un viaggio istituzionale nel 2015 (Foto: ©dpa)

Avvicinandoci all’Europa, il rapporto del bavarese con la Federazione Russa è in discontinuità con il suo predecessore Seehofer. Dagli anni ‘90, con l’avvento dell’ex leader Edmund Stoiber, la CSU si è molto avvicinata alla Russia. Sui rapporti tra il Land tedesco e Mosca, Stoiber ha sempre giocato un ruolo fondamentale, tanto da scortare Seehofer nei viaggi istituzionali. Stoiber è noto per essere lo “Schröder bavarese”, attirandosi spesso le critiche di perseguire una politica estera parallela rispetto alla Cancelleria. Con Söder le cose cambiano e, durante l’ultimo viaggio a Mosca, Stoiber non faceva parte della delegazione. Poco prima di quel viaggio, inoltre, Söder sostenne la necessità di continuare con le sanzioni per la crisi ucraina e si smarcò dalle critiche rivolte alla CSU. Durante l’incontro con il Presidente russo, ha ribadito la necessità di rispettare la sovranità tedesca, riferendosi al caso di Zelimkhan Khangoshvili, cittadino georgiano ucciso a Berlino nell’estate del 2019. Se dal punto di vista retorico è più duro di Laschet, sul caso Nord Stream 2, invece, si dice a favore del completamento, nonostante il recente caso dell’avvelenamento di Alexei Navalny, il maggior oppositore russo. Giustifica la sua posizione affermando che l’affare Navalny non ha nulla a che fare con il gasdotto. Come Laschet, infatti, per Söder anche sul dossier russo è necessario un bilanciamento tra valori e interessi, avvertendo contro il “rigorismo morale”. 

Putin e Söder al Cremlino nel 2020 (Foto: ©Maxim Shemetov/dpa)

Come quasi tutta la politica tedesca, Söder è rimasto molto amareggiato dai quattro anni di amministrazione Trump. La Baviera è il Land che avrebbe subito uno dei più importanti tagli alle truppe statunitensi presso le basi di Vilseck e Grafenwöhr. Fin da quando Söder era in carica come ministro delle finanze, si è distinto dal resto del gabinetto. Se infatti Seehofer era accusato di guardare troppo ad Est, con viaggi in Russia e in Ungheria, Söder si è distinto per gestire le relazioni con Washington. A distanza di anni e nonostante le divergenze con l’amministrazione Trump, Söder ha inaugurato la ristrutturazione della Amerikahaus a Monaco, un importante centro culturale e diplomatico per le relazioni transatlantiche. La leadership di Seehofer voleva chiuderla per farci un centro tecnologico. 

“Riapertura dell’Amerikahaus con l’Ambasciatrice (acting, ndr) Robin Quinville: qui vogliamo parlare l’uno con l’altro, non l’uno sopra l’altro. Un buon rapporto con gli Stati Uniti è importante per noi. Ma il rispetto non è una strada a senso unico. Le relazioni tedesco-americane devono essere migliorate nello stile e nei contenuti.”

Per concludere, come si rapporterà il leader della CSU con l’Europa? Durante la crisi dell’euro si è distinto come uno dei falchi che chiedevano alla Grecia di uscire dall’Euro. Inoltre, poco prima dell’elezione al vertice della CSU si è pronunciato contro l’allargamento dell’Eurozona a Bulgaria e Romania, contro i cosiddetti Eurobond e contro l’istituzione di un ministero delle finanze europeo. Tuttavia, come ogni volta che un politico tedesco fiuta la Cancelleria, si è moderato, elogiando ad esempio il risultato ottenuto da Merkel con il Next Generation EU, il fondo che vede la Germania come maggior contributore netto per il recupero economico post-pandemia. Ci si può anche attendere un buon rapporto con il Presidente francese Emmanuel Macron. Sebbene Laschet potrebbe essere preferito dall’Eliseo per la sua conoscenza del francese e il sostegno alle riforme dell’architettura europea, anche Söder ha alcune carte da giocarsi con Macron. I rapporti tra i due sono buoni, soprattutto per quanto riguarda l’industria data la rilevanza della Baviera nell’industria aeronautica tedesca. La convergenza di interessi si farebbe sentire in particolare sul progetto franco-tedesco-spagnolo del caccia europeo di sesta generazione FCAS.

L’incontro con Macron al Bayerischer Hof di Monaco durante la Munich Security Conference del 2020. (Foto: ©Jörg Koch/Bayerische Staatskanzlei)


Simone Vona

@vona_simone

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