Bundestagswahl 2021: analisi degli sconfitti

Scholz vince, Laschet perde ma anche pareggia, della futura coalizione non si sa ancora nulla. Il risultato elettorale tedesco vede alcuni vincitori, ma anche diversi attori che passata la botta dovranno guardare con attenzione alle cause del rispettivo risultato.

Prima di fare un’analisi di chi da queste elezioni tedesche esce senza grandi sorrisi, è necessaria una premessa sul sistema elettorale.

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L’ultimo giro

L’ultimo atto della campagna elettorale, lo Schlussrunde in onda giovedì sera su ZDf e ARD, ha finamente portato la politica estera nel dibattito politico, a pochi giorni dal voto

Giovedì sera è andato in onda su ZDF e ARD l’atto finale della campagna elettorale, lo Schlussrunde  (letteralmente “ultimo giro”), l’ultimo dibattito televisivo a cui hanno partecipato tutti i candidati dei partiti che, a meno di clamorose sorprese, entreranno nel prossimo Bundestag. Oltre ai tre candidati principali – Annalena Baerbock per i Grünen, Armin Laschet per la CDU e Olaf Scholz per la SPD – erano presenti anche Christian Lindner per la FDP, Markus Söder per la CSU, Alice Weidel per AfD e Janine Wissler per la Linke.

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I programmi dei partiti tedeschi: le pensioni

Partiti e candidati sono alle prese con il difficile tentativo di tenere insieme giustizia sociale, crisi demografica e ricerca del consenso in una società sempre più vecchia, ma non per questo meno attenta alla solidità delle finanze pubbliche.

Non solo in Italia quello delle pensioni è un tema decisivo per milioni di elettori. In una società analogamente invecchiata come quella tedesca, dove quasi il 60% degli elettori ha più di cinquant’anni e l’affluenza al voto è tanto più alta quanto maggiore è l’età dell’elettore, la conseguenza per partiti e candidati è chiara: proporre politiche particolarmente favorevoli alla seconda e la terza età può accrescere le probabilità di vittoria.

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I programmi dei partiti tedeschi: la politica estera e l’UE

Solitamente uno degli argomenti meno dibattuti nella elezioni tedesche, quest’anno la politica estera svolge un ruolo di primo piano, complice la vittoria di Joe Biden nella corsa alla Casa Bianca e la ricerca di una direzione che non sia un semplice “weiter so” – avanti così – con l’era Merkel.

Tradizionalmente il tema della politica estera e di sicurezza in Germania non appassiona il pubblico tedesco, nonostante il peso del paese come prima economia nell’Unione Europea e quarta a livello mondiale. Quest’anno, però, ha una valenza particolare data la fine dell’era Merkel dopo 16 anni di governo ininterrotto, e le sempre più pressanti richieste da parte degli alleati di assumersi maggiori responsabilità negli affari internazionali. 

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I programmi dei partiti tedeschi: le tasse

Le ricette dei partiti tedeschi per la politica fiscale hanno qualche similitudine ma molte differenze, che potranno pesare quando si tratterà per la formazione del governo

Manager Magazine ha analizzato i programmi dei partiti tedeschi in vista del voto di settembre su un tema molto importante e sempre parecchio delicato: le tasse. Fra le proposte ci sono alcune differenze significative, e per tutte le possibili coalizioni di governo sarà richiesto a ogni partito di rinunciare ad alcuni punti fondamentali – un dettaglio da non sottovalutare quando sarà tempo di sedersi al tavolo dei negoziati.

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I programmi dei partiti tedeschi: il lavoro

I partiti tedeschi hanno finalizzato i programmi in vista delle elezioni di settembre. Iniziamo a dare un’occhiata e a confrontarli, partendo da un tema cruciale: il lavoro.

XING è il social network dedicato alle relazioni professionali più utilizzato nei paesi di lingua tedesca (Germania, Austria, Svizzera). Oltre alla possibilità di creare contatti professionali, offre contenuti attinenti a vari temi correlati a lavoro e occupazione. Questa settimana ha analizzato come i programmi dei partiti politici trattano il tema dell’occupazione: tra proposte di innovazione e concezione della vita lavorativa, anche alla luce dei molti cambiamenti prodotti dalla pandemia in corso.

Con CDU e CSU ultime in ordine di tempo, a poco meno di 100 giorni dalle elezioni federali del 26 settembre 2021, tutti i grandi partiti hanno ora presentato i loro programmi elettorali per le elezioni del Bundestag: sul tema del lavoro differiscono significativamente.

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Annalena e gli altri

Come i partiti tedeschi si preparano alla campagna elettorale contro Annalena Baerbock e i Verdi

Da quando hanno annunciato che la loro candidata alla Cancelleria è Annalena Baerbock, co-leader del partito insieme a Robert Habeck, i Grünen stanno volando sulle ali dell’entusiasmo.

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Dimmi che Turingia vuoi e ti dirò chi sei

Dopo un mese di caos che ha sconvolto fino a piani altissimi la politica tedesca, la Turingia ha di nuovo Bodo Ramelow (Linke) come proprio Primo ministro. Si conclude così la fase acuta di una crisi politica che in queste settimane ha assunto a volte toni epici, quasi da saga

Anche per chi non segue l’attualità politica tedesca quello della Turingia è stato un caso senz’altro molto interessante e, forse, paradigmatico per capire dati di fondo e tendenze del sistema politico della Repubblica federale. Continua a leggere “Dimmi che Turingia vuoi e ti dirò chi sei”

Mai così a destra

Il Parlamento regionale di Erfurt elegge a sorpresa un nuovo Primo ministro liberale con i voti decisivi degli estremisti di AfD: la scelta spiazza quasi tutti e porta a grossi problemi in casa CDU

Forse in gioco oggi a mezzogiorno in Turingia non c’era l’intero futuro della democrazia, come pure ha titolato il Redaktionsnetzwerk Deutschland, ma il fischio d’inizio d’una nuova fase politica sicuramente sì: la possibilità per la destra di AfD, finora ritenuta estremista e dunque isolata come un appestato, di far parte di una coalizione di governo. Continua a leggere “Mai così a destra”

Bodo, granduca rosso

Socialista convinto. Cristiano osservante. Governante pragmatico. Ritratto dell’uomo che ha vinto le elezioni in Turingia come un pater patriae, ma ora si ritrova senza maggioranza parlamentare.

L’attuale Turingia, terra al centro geografico della Germania, ricca di foreste e castelli e senza nessuna grande metropoli, fino al 1918 era frammentata in otto piccoli principati, intervallati in più punti da strisce e lembi di territorio prussiano.

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