Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania

Il voto locale di ottobre potrebbe indicare tendenze nuove e inaspettate nello scenario tedesco

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Per la prima volta nella sua storia, la Baviera si avvia ad avere elezioni in linea con il resto del paese e d’Europa. Il Land meridionale è sempre stato, sul piano politico, una zona sui generis rispetto al panorama nazionale, ed è la roccaforte della CSU, la Christlich-Soziale Union (Unione cristiano-sociale). Il partito conservatore di centrodestra governa infatti il Land ininterrottamente fin dal dopoguerra, al punto che la CDU, il grande partito di centrodestra nazionale, non ha mai sfondato in Baviera e ha dovuto stabilire con l’Union un’alleanza ormai strutturale (il prezzo lo si vede anche in questa legislatura, dove gli umori della CSU sono fondamentali per la tenuta del governo).

La storica predominanza dei cristiano-sociali potrebbe però presto giungere al termine: nei sondaggi appare infatti sempre più probabile che la CSU non riuscirà a ottenere, da sola, la maggioranza.

Ma proprio a causa di questa crisi, l’aspetto interessante della situazione bavarese è che sembra riprodurre dinamiche nazionali destinate a influenzare il panorama politico nei prossimi mesi e forse anni, un destino certo strano per una zona che ha sempre seguito regole tutte sue (della situazione dell’Union in Baviera ne ha già parlato, per Kater, Edoardo D’Alfonso Masarié, in un pezzo che consigliamo a chi voglia capire meglio la questione).

Attualmente, le intenzioni di voto sono quelle illustrate in questo grafico (istituto INSA per il quotidiano Bild):

La CSU rimarrebbe dunque maggioranza netta, seppur relativa. Tuttavia, la prima dinamica che può essere evidenziata è proprio questa: anche in Baviera il centrodestra tradizionale perde terreno, inseguito dall’estrema destra. Alternative für Deutschland è infatti al 14%, in forte crescita in Baviera come in tutta la Germania (soprattutto a est, come dimostrano i fatti di Chemnitz in questi giorni). Questa tendenza è in effetti comune a tutta Europa: i partiti tradizionali di centrodestra perdono consenso a vantaggio delle destre sociali; in Germania la Merkel ha avuto forti difficoltà nel formare il governo, in Italia Forza Italia è sorpassata dalla Lega, al ballottaggio in Francia la destra era rappresentata dal Front National, e in generale anche a livello europeo le forze centriste del PPE sentono la pressione interna delle frange più radicali. Se il sondaggio dovesse essere confermato dal voto di ottobre, un’alleanza CSU-AfD potrebbe comportare un forte spostamento a destra della Baviera, con la conseguenza di lasciar scoperto il centro e dare all’AfD un enorme potere di contrattazione.Analogamente, la sinistra crolla: la SPD è data al 13%, una percentuale certamente ingloriosa per il principale partito dell’area progressista. Anche in questo caso, è facile il parallelismo con i suoi parenti europei: le larghe intese protrattesi troppo a lungo hanno provocato uno scollamento tra i partiti socialdemocratici e i propri elettori di riferimento, e oggi la SPD viene vista (a torto o ragione) come inaffidabile e non in grado di interpretare la voglia di cambiamento.

Proprio a sinistra però troviamo la particolarità dello scenario bavarese: i Grünen, che crescono anche a livello nazionale, superano la SPD, ma la novità non è banalizzabile con il proverbiale sorpasso a sinistra. In molti paesi europei i partiti socialisti tradizionali si vedono mettere in crisi o superare da partiti radicali, ma il caso dei Verdi tedeschi è più particolare.

A causa delle loro storiche tematiche ambientaliste, pacifiste e progressiste, i Grünen rientrano sicuramente nell’ala sinistra del Bundestag (il Parlamento Federale), ma non siamo di fronte a un partito socialista o di sinistra radicale, diversamente da quanto avviene con i partiti verdi di altri paesi o con i Greens del Parlamento Europeo. Basti pensare che sono già molti i casi in cui essi governano con la CDU a livello locale: in Baden-Württemberg, ad esempio, dove esprimono persino il presidente statale, o in Assia.

Il sorpasso, dunque, va letto con le specificità del contesto tedesco, più che attraverso lo schema della crescita dei nuovi partiti di sinistra: i Grünen esistono dagli anni ‘90, e provengono da formazioni precedenti; la situazione non è paragonabile, ad esempio, all’esplosione di Podemos in Spagna, né a quanto visto in Francia con il crollo di Hamon a beneficio degli insoumises di Melenchon. È inopportuno qui lanciarsi in ipotesi sul motivo di questa particolarità, che forse ha anche a che vedere con il modo in cui viene percepita la classe dirigente della SPD dopo anni di larghe intese. La riprova è che la Linke, lo storico partito della sinistra radicale, è al 3%.

Un partito progressista che guarda al centro, e che potrebbe diventare la grande incognita a sinistra nei prossimi tempi: ecco i Verdi allo stato attuale. Se quindi a destra la crescita di AfD rientra in schemi più consolidati, e tende ad attirare più facilmente le attenzioni dei media, i Grünen potrebbero diventare una sorta di controstoria da raccontare nei prossimi tempi. Un Land da sempre particolarissimo potrebbe dare il primo atto di una novità nello scenario tedesco, in pieno stile bavarese.

 

Luigi Daniele

@luigi_daniele 

2 pensieri riguardo “Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania”

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