Qualche storia buffa alla vigilia delle Europee

Alcune cose strane e interessanti che fanno capire meglio l’atmosfera in Germania il giorno prima del voto

Kater si è occupato spesso delle elezioni europee del 26 maggio: abbiamo scritto articoli, sul nostro sito o come ospiti su YouTrend, ne abbiamo parlato in radio e dal vivo, concentrandoci soprattutto sui trend e sui sondaggi, sulle prospettive che dalla Germania si aprono per Bruxelles e Strasburgo – insomma, sugli aspetti più legati alla dimensione strettamente politica del voto di domenica.

Ora che siamo agli sgoccioli, però, è venuto il momento di dare un’occhiata ad altre cose che sono successe in questi giorni, che magari non hanno una connessione diretta con ciò che uscirà dalle urne, ma aiutano a completare il quadro di contorno: per una volta lasciamo da parte dati, numeri e previsioni, dunque, e concentriamoci invece su aneddoti e storie utili per capire meglio l’atmosfera che si respira in Germania a poche ore da questo appuntamento elettorale.

Wahl-O-Mat verboten!

In Germania, nessuna elezione è veramente tale se non è accompagnata dal suo Wahl-O-Mat, il test online che tantissimi tedeschi ogni volta compilano diligentemente per capire a quale partito sono più vicini.

Nato nel 2002, il Wahl-O-Mat viene elaborato in occasione di ogni appuntamento elettorale dalla Bundeszentrale für politische Bildung, l’Agenzia federale tedesca per l’Educazione Civica, e consiste in una serie di affermazioni legate ai temi di discussione della campagna elettorale, con cui l’utente può dichiararsi d’accordo o contrario cliccando sulla casellina corrispondente. Alla fine, il sistema calcola quale partito è il più affine, in base alle risposte date e all’importanza che l’utente attribuisce ai temi presentati nel test.

È un giochino molto divertente e istruttivo, come altri test simili che si trovano facilmente online; il Wah -O-Mat però è fatto di solito molto bene, meglio degli altri, e scende nel dettaglio dei programmi dei partiti grazie anche al numero elevato di domande – non di rado una quarantina –  che consente da un lato di comprendere bene le varie posizioni nel dibattito, e dall’altro di chiarirsi le idee su cosa si pensa davvero delle questioni in ballo.

Anche per le Europee del 26 maggio la Bundeszentrale für politische Bildung aveva preparato un Wahl-O-Mat, rilanciato poi da quasi tutti i siti di news: da qualche giorno, però, il test non è più disponibile online, e la cosa è dovuta addirittura a una sentenza di un tribunale, quello amministrativo di Colonia.

I giudici hanno infatti accolto il ricorso presentato da una giovane attivista di Volt Deutschland, la sezione tedesca del movimento europeista Volt che si presenta a queste elezioni.  Secondo il ricorso, la struttura del Wahl-O-Mat penalizza ingiustamente i piccoli partiti: il sistema utilizzato, infatti, consente di confrontare i programmi di al massimo 8 partiti, col risultato che quelli più piccoli o meno noti finiscono con l’essere marginalizzati ancora di più e praticamente scomparire. Tutti conoscono i principali contendenti per le Europee, la CDU, la SPD, i Verdi, AfD, la Linke, ma non dimentichiamoci che sulla scheda elettorale i tedeschi troveranno fino a 41 simboli – tanti sono i partiti in lizza a questa tornata.

A causa del programma che ne regola il funzionamento, dunque, il Wahl-O-Mat ha dunque secondo i giudici di Colonia sortito l’effetto opposto a quello degli ideatori: invece di ampliare la conoscenza dell’offerta elettorale e offrire materiale per l’approfondimento, ha ingiustamente ridotto l’ambito di scelta e reso ancora più invisibili alcuni dei partiti in ballo. I programmatori hanno confermato che non era possibile modificare il software in modo da aggiungere altri programmi nelle tabelle di confronto: la conseguenza inevitabile, allora, è stata una sola. Sul sito del Wahl-O-Mat, si viene accolti da una scritta che, in maniera asciutta e un po’ rassegnata, avvisa gli utenti che a causa della sentenza il test non è più disponibile.

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C’è però un recentissimo lieto fine: la Bundeszentrale ha infatti assicurato che provvederà a sviluppare un nuovo formato del Wahl-O-Mat per le prossime elezioni, in cui i programmi di tutti i partiti saranno confrontabili e adeguatamente evidenziati. Un impegno che ha spinto il tribunale a togliere i sigilli metaforici al sito, ora nuovamente consultabile.

Uno youtuber contro la CDU…

Poche persone in Germania sono diventate così celebri in così breve tempo come lo youtuber Rezo, che sabato 18 maggio ha caricato sul suo canale un video intitolato Die Zerstörung der CDU, la demolizione della CDU: 55 minuti dedicati all’elenco di tutte le cose brutte combinate dai cristianodemocratici in questi anni di governo. Tasse sempre più basse per i ricchi e più alte per i poveri, una forbice fra ricchezza e povertà sempre crescente, pochi soldi investiti in istruzione e ricerca, nessun interesse a politiche sostenibili dal punto di vista ambientale.

Rezo non è decisamente uno youtuber politico: normalmente i suoi video riguardano cose come “proviamo 10.000 kg di gelato vegano” o “i migliori fail di San Valentino”, e si assestano intorno alle 750.000 visualizzazioni. Con il suo video sulla CDU, però, Rezo è diventato in pochissimi giorni uno dei temi principali del dibattito politico e non: al momento in cui scrivo, Die Zerstörung der CDU è stato visto più di 8.000.000 di volte, e ha scatenato una discussione che occupa tutte le prime pagine dei giornali – un risultato, in termini di impatto mediatico, decisamente superiore a tutto il resto della campagna elettorale.

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Un fotogramma del video

Il video ha naturalmente spinto la CDU sulla difensiva – soprattutto, l’ha costretta a confrontarsi a un livello, in un formato e con un linguaggio con cui tendenzialmente i partiti  non hanno grande familiarità: tanto che l’idea che inizialmente era circolata nella leadership dei conservatori – diffondere un contro-video di risposta, affidato al giovane deputato Philipp Amthor – è stata accantonata, e si è preferito invitare Rezo per una discussione pubblica sui punti da lui sollevati. Una mossa tutto sommato astuta, perché da un lato il contesto sarebbe molto più congeniale per il partito, dall’altro quanto è realistico che Rezo accetti l’invito?

Numerose sono state comunque le risposte, affidate a tweet o comunicati ufficiali: Annegret Kramp-Karrenbauer si è chiesta ironicamente come mail la CDU non sia responsabile anche delle sette piaghe d’Egitto, mentre Marian Bracht, capo dello staff dell’ex-Segretario Generale Peter Tauber, ha commentato su Twitter che nel video vede solo “un’ora di pessimo lavoro di ricerca, esposizione unilaterale e molto click-baiting”.

Effettivamente numerosi giornali hanno pubblicato dei fact-checking del video di Rezo, ed è emersa una certa disinvoltura nell’utilizzo dei dati e talvolta vere e proprie manipolazioni dei grafici mostrati. Le affermazioni dello youtuber sono spesso eccessivamente semplificate e volutamente polarizzanti, e diciamo che magari possono essere considerate uno stimolo iniziale per approfondire alcune delle questioni cruciali della politica tedesca a patto che, però, non ci si fermi lì. La conseguenza più evidente del video è in qualche modo duplice: da un lato ha portato un’enorme visibilità a elezioni che, per i tedeschi, non sono particolarmente interessanti, ma dall’altro rischia di aumentare solo il rumore di fondo.

… e la SPD contro la SPD

Vi ricordate di Martin Schulz? L’ex leader dei socialdemocratici, da sempre molto attivo a livello europeo (non dimentichiamo che la gran parte della sua carriera politica si è svolta sul piano continentale), ha deciso di scendere di nuovo in campo per aiutare la SPD e il Partito Socialista Europeo in questa campagna elettorale. La gran parte dei tedeschi è convintamente europeista, dice Schulz, eppure l’affluenza alle Europee è in Germania sempre molto bassa: nel 2014 (quando tra l’altro il candidato socialista alla Presidenza della Commissione era proprio lui) si fermò al 48%, stavolta potrebbe addirittura essere inferiore. Per questo motivo si è messo a girare per il Paese con l’obiettivo di risvegliare la coscienza europeista dei tedeschi, e aiutare la SPD in un momento storico decisamente complicato, che vede il partito più vecchio d’Europa sempre più lontano dalla soglia psicologica del 20%.

Una scelta encomiabile, sicuramente; il problema è che, a voler essere maliziosi, la si potrebbe leggere anche come un tentativo di riacquistare visibilità e tastare le acque in vista di un possibile ritorno sul palcoscenico principale, magari proprio sfruttando quelle difficoltà della SPD di cui sopra. Ed è proprio questa seconda lettura quella scelta da Andrea Nahles, l’attuale leader del partito, che ha infatti convocato il suo predecessore per un faccia a faccia piuttosto teso, la scorsa settimana, teso a scongiurare le voci di Putsch che erano iniziate a circolare. Schulz ha naturalmente negato, secondo quanto riportato dallo Spiegel, ma ha anche dipinto alcuni “scenari alternativi” che vedrebbero Nahles tornare al Ministero del Lavoro (da lei occupato nel precedente governo Merkel) e un avvicendamento alla guida del drappello parlamentare, che Nahles lascerebbe a qualcun altro – sperabilmente Schulz stesso. Il punto è che, ovviamente, un rimpasto di questo tipo difficilmente sarebbe senza conseguenze per l’attuale leader, la cui posizione risulterebbe ancora più indebolita di quanto non sia già adesso.

Sempre tranquille le acque dalle parti della Willy-Brandt-Haus, eh?

Bonus – Un seggio nel salotto di casa

Questa domenica sarà un giorno particolare per tante persone, visto che si andrà a votare, ma soprattutto per Johannes Peter Fabrizius e sua moglie Sybille, di Leverkusen. La sede del seggio del loro distretto elettorale, lo Stimmbezirk 344 (Leverkusen-Edelrath), era una trattoria locale, che però anni fa ha chiuso definitivamente: come fare, allora? I coniugi Fabrizius hanno deciso di offrire il loro salotto come seggio, e da dodici anni accolgono i circa 500 membri del distretto elettorale in casa loro per consentire il regolare svolgimento delle operazioni di voto.

Seggio
Il seggio elettorale nel salotto di casa Fabrizius (Foto: picture alliance/dpa)

Gli elettori così non devono fare chilometri per recarsi alle urne, e possono anche gustarsi un caffè e un pasticcino gentilmente offerti dal Presidente di seggio.

 

Edoardo Toniolatti

@AddoloratoIniet 

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