L’informatore

È normale che il capo dei servizi segreti interni passi informazioni riservate ai vertici di un partito di estrema destra?

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Hans-Georg Maaßen e, di fianco a lui, Horst Seehofer (foto: picture alliance / NurPhoto)

Hans-Georg Maaßen è un giurista di 56 anni, nato a Rheindahlen, piccola cittadina della Renania Settentrionale vicino a Mönchengladbach – quel posto dal nome impronunciabile che però più o meno tutti abbiamo sentito nominare per la sua squadra di calcio, il Borussia Mönchengladbach che dominava in Germania e in Europa negli anni Settanta. Continua a leggere “L’informatore”

Bavarese europeo

La candidatura di Manfred Weber e i suoi risvolti per la politica interna tedesca e per la destra europea.

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(Foto: dpa)

Manfred Weber, europarlamentare bavarese della CSU e attuale presidente del gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo, sarà il candidato del PPE alla presidenza della Commissione Europea. Continua a leggere “Bavarese europeo”

Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania

Il voto locale di ottobre potrebbe indicare tendenze nuove e inaspettate nello scenario tedesco

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Per la prima volta nella sua storia, la Baviera si avvia ad avere elezioni in linea con il resto del paese e d’Europa. Il Land meridionale è sempre stato, sul piano politico, una zona sui generis rispetto al panorama nazionale, ed è la roccaforte della CSU, la Christlich-Soziale Union (Unione cristiano-sociale). Il partito conservatore di centrodestra governa infatti il Land ininterrottamente fin dal dopoguerra, al punto che la CDU, il grande partito di centrodestra nazionale, non ha mai sfondato in Baviera e ha dovuto stabilire con l’Union un’alleanza ormai strutturale (il prezzo lo si vede anche in questa legislatura, dove gli umori della CSU sono fondamentali per la tenuta del governo). Continua a leggere “Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania”

Chemnitz, Sassonia

L’avanzata dell’estrema destra in un Land che rappresenta tutte le questioni aperte di una riunificazione ancora incompiuta.

Marx
[Matthias Rietschel/Reuters]
Chemnitz è la terza città per ordine di grandezza del Land orientale della Sassonia, vertice basso di un triangolo rovesciato con Lipsia e Dresda e a poca distanza dal confine con la Repubblica Ceca. Diventata un importante centro manifatturiero nel diciannovesimo secolo, ospita un bel museo dell’industria, ma è nota più che altro per il grosso testone di Karl Marx che ne orna la centrale Brückenstrasse – non va dimenticato infatti che il nome della città durante il periodo della DDR era Karl-Marx-Stadt.

In questi giorni, però, si parla di Chemnitz soprattutto per le violenze seguite a un omicidio avvenuto domenica e di cui sono accusati due immigrati, uno siriano e l’altro iracheno. Continua a leggere “Chemnitz, Sassonia”

Altro che “cuore oscuro”: la Baviera guarda al centro

A poche settimane dal voto locale, uno sguardo su un Land complesso e meno omogeneo di quanto sembri a prima vista: la Baviera

Monaco
“Insieme contro la politica della paura” – La grande manifestazione del 22 luglio scorso a Monaco è stata un momento d’orgoglio e slancio in una Baviera che reagisce al populismo svoltando al centro.

Con un articolo volto a destare il lettore del Bel Paese dal torpore estivo, il “Venerdì di Repubblica” del 24 agosto 2018 mette all’erta la pubblica opinione dal nuovo nemico pubblico numero uno della democrazia europea: la Baviera. Continua a leggere “Altro che “cuore oscuro”: la Baviera guarda al centro”

Il condominio dei rancori – Merkel, Seehofer e le eterne liti all’ombra della Cancelleria

Cronistoria della lunghissima contesa fra la Cancelliera e il Superministro degli Interni

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(© DPA)

Della lite fra Angela Merkel (Presidente della CDU e Cancelliera) ed Horst Seehofer (Presidente della CSU e Ministro federale dell’Interno) è tanto arduo individuare una data d’inizio, quanto prevederne un’eventuale fine. Le radici (ai più sconosciute) di tale contesa – ormai un Leitmotiv della politica tedesca – risalgono ancora ai “ruggenti” anni ’90, quando entrambi sedevano nei governi di Helmut Kohl e “la ragazza” secchiona dell’Est riuscì letteralmente dal nulla e con lo zelo della scienziata di professione a raggiungere le vette di un sistema – quello politico “di Bonn” – cui era completamente estranea, mentre il passionario politico dalla provincia bavarese si qualificava come volto sociale del suo partito, quasi sempre in lite con gli allora piani alti, al punto da lasciare per un periodo la politica per dedicarsi alla presidenza della più grande associazione tedesca per i diritti dei disabili.

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Il giorno che i Verdi persero la Green City

Le due settimane che hanno decretato la sconfitta dei Verdi a Friburgo, green city in Germania e in Europa

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Nelle ultime due settimane tra il primo e il secondo turno, Dieter Salomon ha provato a salvare la situazione: nei nuovi manifesti il sindaco verde di Friburgo, in carica da 16 anni, compariva senza giacca, circondato da giovani; addirittura con il nome al posto del cognome; il (nuovo) messaggio era: aiutatemi a fare in modo che la città rimanga verde/multiculturale/ecologica/aperta.

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