Elezioni 2025: analisi degli sconfitti

Sono quattro i partiti a essere usciti sconfitti dal voto di domenica, con livelli di gravità diversi. Una delle conseguenze è che alcuni dei volti più noti della politica tedesca recente non possono fare altro che passare la mano.

Man mano che ci si avvicinava alla data di queste elezioni anticipate, si delineavano con sempre più chiarezza quali, fra i partiti in lizza, stessero assumendo il ruolo di sconfitti annunciati.

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Verso il 23 febbraio – I Grünen

In lotta per il terzo posto con la SPD, i Grünen sembano aver assorbito piuttosto bene i colpi ricevuti in questi anni di complicata convivenza al governo – almeno a vedere i sondaggi

La situazione dei Grünen alla vigilia del voto è davvero paradossale.

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Il governo Scholz è caduto. E ora?

Cosa ci aspetta nelle prossime settimane, ora che il governo semaforo è caduto.

Tanto tuonò che piovve. Il “governo semaforo” guidato dal socialdemocratico Olaf Scholz e così chiamato dai tre partner – i rossi del cancelliere, i Verdi ed i Liberali, il cui colore tradizione è il giallo – dopo liti che sembravano non voler cessare mai è arrivato alla sua crisi.

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Meglio tirare a campare che tirare le cuoia?

Il governo di Olaf Scholz se la passa male, anzi malissimo: piagato da liti infinite e ormai minoranza nel Paese. Ma che sia meglio farla finita qua, alla fine, non sembra pensarlo nessuno. Forse.

Il sarcasmo era un’arma formidabile nelle mani di Giulio Andreotti, che sapeva usarla per smontare avversari o per condensare in poche sillabe verità politiche pensate da tutti e dette da (quasi) nessuno. Come quando, in un’Italia che era ormai alla fervente vigilia dei cambiamenti iniziati nel 1992, all’accusa che il suo governo tirasse a campare rispose che “è meglio tirare a campare che tirare le cuoia”.

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Robert Habeck ha un problema che si chiama Patrick Graichen

Un caso di clientelismo scuote la politica tedesca

Se seguite Kater sapete che una delle nostre missioni è parlare della Germania al di là degli stereotipi – positivi o negativi – che le orbitano intorno, soprattutto in Italia.

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Un battito d’ali di farfalla ad Hannover e un uragano a Berlino

Il pessimo risultato della FDP in Bassa Sassonia, dove i liberali sono rimasti fuori dal Parlamento regionale, può mettere a rischio la tenuta della coalizione semaforo a Berlino

Probabilmente avete presente quella vecchia frase sul battito d’ali di una farfalla in Brasile che provoca un uragano in Texas.

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La Germania, il nucleare e Robert Habeck

Il Ministro per l’Economia e la Protezione del Clima Robert Habeck sta giocando una partita delicatissima su un tema che per il suo partito, i Verdi, è un assoluto tabù: il nucleare.

Con l’insediamento dell’attuale governo tedesco, ai primi dello scorso dicembre, l’impressione condivisa era che il partito da tenere maggiormente d’occhio fra i tre della coalizione fossero i Grünen.

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Elezioni fra Reno e Ruhr: un prisma per la politica tedesca

In una settimana la CDU incassa due robuste vittorie elettorali nei Länder e mette a nudo la difficoltà per Olaf Scholz di fare da traino al governo ed alla sua SPD. E anche i Liberali non stanno benissimo.

Le elezioni nel Nordreno-Vestfalia, o per dirla in breve “NRW”, non sono mai elezioni solo “locali”. Né men che mai “regionali”.

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La Germania vuole il gas del Qatar

Il piano di Robert Habeck per rendere Berlino indipendente dal gas di Mosca

Con lo scoppio della guerra in Ucraina la Germania, come molti altri Paesi europei, ha realizzato una volta per tutte quanto grave e pressante sia il suo problema di approvvigionamento energetico.

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