Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania

Il voto locale di ottobre potrebbe indicare tendenze nuove e inaspettate nello scenario tedesco

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Per la prima volta nella sua storia, la Baviera si avvia ad avere elezioni in linea con il resto del paese e d’Europa. Il Land meridionale è sempre stato, sul piano politico, una zona sui generis rispetto al panorama nazionale, ed è la roccaforte della CSU, la Christlich-Soziale Union (Unione cristiano-sociale). Il partito conservatore di centrodestra governa infatti il Land ininterrottamente fin dal dopoguerra, al punto che la CDU, il grande partito di centrodestra nazionale, non ha mai sfondato in Baviera e ha dovuto stabilire con l’Union un’alleanza ormai strutturale (il prezzo lo si vede anche in questa legislatura, dove gli umori della CSU sono fondamentali per la tenuta del governo). Continua a leggere “Le elezioni in Baviera: uno specchio per le dinamiche elettorali in Germania”

Chemnitz, Sassonia

L’avanzata dell’estrema destra in un Land che rappresenta tutte le questioni aperte di una riunificazione ancora incompiuta.

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[Matthias Rietschel/Reuters]
Chemnitz è la terza città per ordine di grandezza del Land orientale della Sassonia, vertice basso di un triangolo rovesciato con Lipsia e Dresda e a poca distanza dal confine con la Repubblica Ceca. Diventata un importante centro manifatturiero nel diciannovesimo secolo, ospita un bel museo dell’industria, ma è nota più che altro per il grosso testone di Karl Marx che ne orna la centrale Brückenstrasse – non va dimenticato infatti che il nome della città durante il periodo della DDR era Karl-Marx-Stadt.

In questi giorni, però, si parla di Chemnitz soprattutto per le violenze seguite a un omicidio avvenuto domenica e di cui sono accusati due immigrati, uno siriano e l’altro iracheno. Continua a leggere “Chemnitz, Sassonia”

Altro che “cuore oscuro”: la Baviera guarda al centro

A poche settimane dal voto locale, uno sguardo su un Land complesso e meno omogeneo di quanto sembri a prima vista: la Baviera

Monaco
“Insieme contro la politica della paura” – La grande manifestazione del 22 luglio scorso a Monaco è stata un momento d’orgoglio e slancio in una Baviera che reagisce al populismo svoltando al centro.

Con un articolo volto a destare il lettore del Bel Paese dal torpore estivo, il “Venerdì di Repubblica” del 24 agosto 2018 mette all’erta la pubblica opinione dal nuovo nemico pubblico numero uno della democrazia europea: la Baviera. Continua a leggere “Altro che “cuore oscuro”: la Baviera guarda al centro”

Gamescom, o del paradosso tecnologico tedesco

Lo strano caso di un Paese che è il quarto mercato mondiale per i videogiochi ma ha anche una pessima infrastruttura tecnologica

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Nel 2018 si festeggia la decima edizione di Gamescom, una delle più grandi e importanti fiere di videogiochi al mondo che si tiene ogni anno a Colonia, appuntamento fisso per appassionati e professionisti del settore; e per l’occasione siamo andati a farci un giro anche noi.

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Il caso Özil e la concezione dell’appartenenza alla Germania

Cosa ci dice la vicenda di Mesut Özil del modo in cui i tedeschi intendono l’appartenenza “nazionale”.

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Il caso Özil, esploso poco prima degli ultimi mondiali di calcio, ha scatenato in Germania un dibattito sull’integrazione degli immigrati, anche quelli di seconda o terza generazione. Sulla faccenda è stato detto molto, ma forse gli eventi si prestano anche ad alcune considerazioni su come i tedeschi intendano la nazionalità e, più profondamente, l’essere tedesco e il modo in cui questa appartenenza vada vissuta.

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Il condominio dei rancori – Merkel, Seehofer e le eterne liti all’ombra della Cancelleria

Cronistoria della lunghissima contesa fra la Cancelliera e il Superministro degli Interni

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(© DPA)

Della lite fra Angela Merkel (Presidente della CDU e Cancelliera) ed Horst Seehofer (Presidente della CSU e Ministro federale dell’Interno) è tanto arduo individuare una data d’inizio, quanto prevederne un’eventuale fine. Le radici (ai più sconosciute) di tale contesa – ormai un Leitmotiv della politica tedesca – risalgono ancora ai “ruggenti” anni ’90, quando entrambi sedevano nei governi di Helmut Kohl e “la ragazza” secchiona dell’Est riuscì letteralmente dal nulla e con lo zelo della scienziata di professione a raggiungere le vette di un sistema – quello politico “di Bonn” – cui era completamente estranea, mentre il passionario politico dalla provincia bavarese si qualificava come volto sociale del suo partito, quasi sempre in lite con gli allora piani alti, al punto da lasciare per un periodo la politica per dedicarsi alla presidenza della più grande associazione tedesca per i diritti dei disabili.

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Il giorno che i Verdi persero la Green City

Le due settimane che hanno decretato la sconfitta dei Verdi a Friburgo, green city in Germania e in Europa

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Nelle ultime due settimane tra il primo e il secondo turno, Dieter Salomon ha provato a salvare la situazione: nei nuovi manifesti il sindaco verde di Friburgo, in carica da 16 anni, compariva senza giacca, circondato da giovani; addirittura con il nome al posto del cognome; il (nuovo) messaggio era: aiutatemi a fare in modo che la città rimanga verde/multiculturale/ecologica/aperta.

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