Friedrich Merz non può mai essere davvero completamente felice

Povero, povero Friedrich Merz

Ieri, martedì sei maggio, doveva essere il giorno più bello della vita di Friedrich Merz, quello in cui finalmente il suo destino glorioso avrebbe dovuto trovare compimento e realizzarsi il sogno, a lungo covato, di diventare Cancelliere.

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Elezioni 2025: analisi dei vincitori

Con un’affluenza al voto altissima, la CDU/CSU di Friedrich Merz vince ma senza il botto, il quale invece riesce ad AfD e Linke. Un risultato a tratti salomonico, a tratti sorprendente, che mette in luce un paese spaccato non in due, ma in tre.

Le elezioni federali del 2025 in Germania, anticipate di sette mesi rispetto alla scadenza regolare per la caduta del governo di Olaf Scholz e della sua coalizione “semaforo”, ci hanno consegnato un risultato a tratti appeso ad un filo. Solo a notte fonda, con i risultati completi alla mano, è diventato chiaro quali partiti comporranno il prossimo Bundestag, il 21° della storia tedesca, e quali saranno le opzioni possibili per un nuovo governo.

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Verso il 23 febbraio – L’Union

La strada verso la Cancelleria sembrava assolutamente spianata per Friedrich Merz.
È ancora così?

Per buona parte dei (pochi) mesi che hanno separato la caduta del governo semaforo dalle elezioni anticipate, previste per il 23 febbraio, la campagna elettorale tedesca è stata relativamente sonnacchiosa.

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La riforma elettorale tedesca cambia le carte in tavola. In peggio.

Per mettere un freno al progressivo sovraffollamento del Bundestag il governo tedesco ha varato una riforma elettorale che, però, rivela alcuni punti molto problematici

I sistemi elettorali sono un po’ come la nazionale di calcio: 60 milioni di commissari tecnici di qua, 60 milioni di modelli elettorali da ciascuno variamente preferiti di là.

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Bundestagswahl 2021: analisi degli sconfitti

Scholz vince, Laschet perde ma anche pareggia, della futura coalizione non si sa ancora nulla. Il risultato elettorale tedesco vede alcuni vincitori, ma anche diversi attori che passata la botta dovranno guardare con attenzione alle cause del rispettivo risultato.

Prima di fare un’analisi di chi da queste elezioni tedesche esce senza grandi sorrisi, è necessaria una premessa sul sistema elettorale.

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L’ultimo giro

L’ultimo atto della campagna elettorale, lo Schlussrunde in onda giovedì sera su ZDf e ARD, ha finamente portato la politica estera nel dibattito politico, a pochi giorni dal voto

Giovedì sera è andato in onda su ZDF e ARD l’atto finale della campagna elettorale, lo Schlussrunde  (letteralmente “ultimo giro”), l’ultimo dibattito televisivo a cui hanno partecipato tutti i candidati dei partiti che, a meno di clamorose sorprese, entreranno nel prossimo Bundestag. Oltre ai tre candidati principali – Annalena Baerbock per i Grünen, Armin Laschet per la CDU e Olaf Scholz per la SPD – erano presenti anche Christian Lindner per la FDP, Markus Söder per la CSU, Alice Weidel per AfD e Janine Wissler per la Linke.

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Triello, e tre

Andato in onda anche l’ultimo triello, ora non resta che aspettare il responso delle urne

Domenica si vota, e lo si è capito molto bene durante l’ultimo triello fra i candidati alla Cancelleria, andato in onda ieri sera su Prosieben e Sat1. Il confronto è stato sicuramente il più acceso dei tre, con numerosi scambi di colpi.

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I programmi dei partiti tedeschi: le pensioni

Partiti e candidati sono alle prese con il difficile tentativo di tenere insieme giustizia sociale, crisi demografica e ricerca del consenso in una società sempre più vecchia, ma non per questo meno attenta alla solidità delle finanze pubbliche.

Non solo in Italia quello delle pensioni è un tema decisivo per milioni di elettori. In una società analogamente invecchiata come quella tedesca, dove quasi il 60% degli elettori ha più di cinquant’anni e l’affluenza al voto è tanto più alta quanto maggiore è l’età dell’elettore, la conseguenza per partiti e candidati è chiara: proporre politiche particolarmente favorevoli alla seconda e la terza età può accrescere le probabilità di vittoria.

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Triello, parte seconda

Il secondo triello fra i candidati alla Cancelleria è stato simile al primo. Un po’ più vivace, qualche battibecco in più, ma alla fine sembra che anche stavolta abbia vinto Scholz, almeno secondo i sondaggi

Il secondo triello fra i candidati alla Cancelleria, andato in onda domenica sera su ARD e ZDF, ha in buona parte confermato l’opinione che i tedeschi avevano dei tre contendenti. Una piccola eccezione è rappresentata da Annalena Berbock: la candidata verde, secondo un sondaggio realizzato subito dopo la trasmissione, è andata meglio del previsto per il 53% degli intervistati. Gli altri due, invece, hanno largamente confermato le attese.

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