Il dibattito tedesco su Greta Thunberg e la sua protesta
Il movimento “Fridays for Future” è diventato ormai virale: è difficile non averne mai sentito parlare, altrettanto difficile ignorare come stia crescendo e stia acquisendo sempre maggiore impatto nell’opinione pubblica e anche nel dibattito politico.
Annegret Kramp-Karrenbauer e il Carnevale, l’omofobia e l’inversione del potere
Se pensate che i tedeschi siano un popolo serioso che non ha senso dell’umorismo e non si sa divertire, probabilmente non vi siete mai trovati in Germania durante il Carnevale.
Come stanno i partiti tedeschi a poco più di due mesi dalle elezioni europee?
Si avvicinano le elezioni europee, un appuntamento certo decisivo per tutta l’UE ma che in alcuni paesi si prefigura più che altrove come una resa finale tra visioni diametralmente opposte dell’Europa. In Germania, tuttavia, questa percezione è stata fortemente ridimensionata dal mancato boom dell’AfD agli appuntamenti elettorali di quest’anno.
Fenomenologia degli “orientali” famosi, che tanto orientali però non sono.
Ai tedeschi piacciono tanto diminutivi e vezzeggiativi. “Si capisce!” dirà magari chi è abituato alle chilometriche parole composite: veri e propri scioglilingua, i quali però pure nel linguaggio quotidiano dei “crucchi” in carne ed ossa valgono come poco simpatici, perché difficili (eh sì, anche per loro!) e soprattutto perché spesso provenienti dal gergo giuridico o burocratico. Ovviamente, neanche nell’ex Reich è tanto carino rivolgersi alla fidanzata o ad un caro amico in “avvocatese”! Come ha di recente notato Jetzt, inserto giovanile della Süddeutsche Zeitung, in realtà un gergo fatto di diminutivi e vezzeggiativi un po’ bambineschi cela una forte relazione emotiva con situazioni e parole magari complicate, ma vissute talmente da vicino da far sorgere come spontanea la necessità di un addolcimento del linguaggio. Di questi lemmi a mezza via fra il puerile e l’ufficioso ve ne sono tantissimi, ma a troneggiare sono senz’altro “Wessis” e “Ossis” – rispettivamente diminutivi di Westdeutsche e Ostdeutsche: insomma i tedeschi dell’ex Germania Ovest e della sua nel frattempo scomparsa sorella dell’Est. Continua a leggere “Wessis o Ossis, questo è il problema”
La CDU si prepara ad affrontare il post-merkelismo
Il voto del 28 ottobre in Assia ha assunto un’importanza del tutto particolare e decisamente inaspettata alla vigilia. Alla luce di quanto successo in Baviera due settimane prima, infatti, le elezioni nel Land di Francoforte sono diventate un test decisivo per la tenuta del governo nazionale e soprattutto per Angela Merkel, chiamata a un risultato che le garantisse di blindare la sua ricandidatura alla guida della CDU al congresso di inizio dicembre.
In Germania, lo Jugendamt, l’ente statale per la tutela dei minori, è parte in causa in tutti i procedimenti che coinvolgono minorenni, come i divorzi ed eventualmente le successive cause per rivedere le decisioni in materia di affidamento. Continua a leggere “Bruxelles contro lo Jugendamt”
I leader dei Grünen Robert Habeck e Ludwig Hartmann fanno stage diving sui loro sostenitori in festa
In un’improvvisa fiammata d’interesse verso i destini politici della Baviera, anche in Italia ci si è interessati ed interrogati lungamente nelle ultime settimane sui risultati del voto nel grande Land fra le Alpi ed il Meno e sulle loro conseguenze. Oltre alle domande, più che legittime, su quali effetti avrà il voto del 14 ottobre sul governo di Angela Merkel e sugli equilibri politici europei, in tanti si sono chiesti se e come sia possibile copiare, imitare, ammirare l’esempio bavarese. Prima di lanciarsi in appassionati o dotti saggi de imitatione Bavariæ è forse il caso però di guardare meglio dentro alle urne e a ciò che ad un tale voto ha condotto. Per uno sguardo di questo genere partiamo con una carta inusuale, quella dei secondi classificati, che rivela non poche informazioni di valore.
Breve guida a elezioni regionali diventate improvvisamente molto, molto importanti
Le elezioni in Baviera del 14 ottobre hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per la politica tedesca, le cui scosse si sono sentite fino a Berlino; per scoprire con che intensità, però, bisogna prima fare una tappa in Assia. Nel Land di Francoforte, infatti, si vota domenica 28 ottobre, due settimane dopo il cataclisma bavarese.