Weimar non è mai stata così cool

Come la serie tv Babylon Berlin sta riscrivendo il modo in cui i tedeschi pensano agli anni Venti

La Berlino dei dorati anni Venti è una “Germania sull’orlo dell’abisso”, come titola l’americano Weekly Standard, oppure una meravigliosa boccata d’aria fresca e libera prima della barbarie nazista? Entrambe! Dopo decenni di tabù, nei quali per gli anni Venti c’era posto solo in qualche romanzo o ai convegni di storiografia, finalmente la Germania di Weimar – che ancora si faceva chiamare Reich ma era già una repubblica – irrompe fra il grande pubblico e fa colpo alla grande. Continua a leggere “Weimar non è mai stata così cool”

Germania al quadrato

La cosa più intrinsecamente tedesca che leggerete oggi

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Quando abbiamo creato Kater, uno degli obiettivi che avevamo in mente era cercare di parlare di Germania andando al di là delle rappresentazioni superficiali e degli stereotipi che spesso infestano la stampa italiana, quelli per cui i tedeschi sono freddi e privi di senso dell’umorismo, hanno iniziato tutte le guerre e però sono perfettamente organizzati e quello che costruiscono funziona sempre. Continua a leggere “Germania al quadrato”

Quella brutta storia del voto in Assia

No, non è vero che in Germania funziona tutto alla perfezione

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(Foto: Michael Schick)

Se c’è una cosa che ci viene subito in mente quando pensiamo alla Germania, quella cosa è l’efficienza. Che si tratti di puntualità dei treni, affidabilità delle automobili o durata degli elettrodomestici, l’idea con cui siamo cresciuti è che in Germania funziona tutto, sempre.

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Achtung Assi!

Fenomenologia dell’insulto più simbolico della lingua tedesca

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(Foto: Joerg Reuter)

La motivazione più forte, mentre si impara una lingua, è immaginare l’uso che se ne farà una volta che la si padroneggia: leggere in originale tutta la letteratura russa dell’ottocento, capire al volo i testi delle canzoni Brit Pop, guardare Narcos senza sottotitoli, lasciarsi raggiungere dalla poetica di Aznavour.

Ma quando si impara il tedesco, eccettuati i motivi di studio e di lavoro, può succedere che l’immaginario faccia fatica a produrre scenari avvincenti e motivanti. Continua a leggere “Achtung Assi!”

“A destra non si guadagnano più voti di quelli che, facendo ciò, si perdono al centro”

Cosa ci dice il voto in Baviera del 14 ottobre

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I leader dei Grünen Robert Habeck e Ludwig Hartmann fanno stage diving sui loro sostenitori in festa

In un’improvvisa fiammata d’interesse verso i destini politici della Baviera, anche in Italia ci si è interessati ed interrogati lungamente nelle ultime settimane sui risultati del voto nel grande Land fra le Alpi ed il Meno e sulle loro conseguenze. Oltre alle domande, più che legittime, su quali effetti avrà il voto del 14 ottobre sul governo di Angela Merkel e sugli equilibri politici europei, in tanti si sono chiesti se e come sia possibile copiare, imitare, ammirare l’esempio bavarese. Prima di lanciarsi in appassionati o dotti saggi de imitatione Bavariæ è forse il caso però di guardare meglio dentro alle urne e a ciò che ad un tale voto ha condotto. Per uno sguardo di questo genere partiamo con una carta inusuale, quella dei secondi classificati, che rivela non poche informazioni di valore.

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Cinque cose notevoli (+ bonus) sulle elezioni in Assia

Breve guida a elezioni regionali diventate improvvisamente molto, molto importanti

Le elezioni in Baviera del 14 ottobre hanno rappresentato un vero e proprio terremoto per la politica tedesca, le cui scosse si sono sentite fino a Berlino; per scoprire con che intensità, però, bisogna prima fare una tappa in Assia.
Nel Land di Francoforte, infatti, si vota domenica 28 ottobre, due settimane dopo il cataclisma bavarese.

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Cosa c’è dietro un simbolo

La decisione dell’USK sui simboli nazisti nei videogiochi e cosa ci rivela sulla cultura e sulla società tedesca

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Un ben noto stereotipo, assai duro a morire, vuole che sia praticamente impossibile parlare della Germania senza in qualche modo dover parlare di Nazismo.

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In Baviera il nero non sta bene su tutto

La situazione in Baviera, a un mese esatto da un voto locale gravido di conseguenze.

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Come in quest’opera d’arte astratta, i colori della forze politiche bavaresi dovranno mescolarsi dopo le elezioni del 14 ottobre prossimo. O almeno di due loro.

Siamo ad un mese esatto dalle elezioni bavaresi che, secondo tutti i pronostici, scompiglieranno gli equilibri politici del grande “Stato libero” fra le Alpi ed il Meno, strappando ai cristiano-sociali della CSU quel monopolio del potere che essi detengono ininterrottamente dal 1962 – salvo una breve parentesi nel 2008. Se c’è del vero non tanto nei singoli sondaggi, quanto nelle tendenze sociali per percorrono il Land, il prossimo Parlamento di Monaco sarà più plurale, con più partiti rappresentati ed un particolare fermento al centro, mentre governi monocolore dovranno cedere il passo a coalizioni i cui contorni sono ancora tutti da definire. Continua a leggere “In Baviera il nero non sta bene su tutto”

L’informatore

È normale che il capo dei servizi segreti interni passi informazioni riservate ai vertici di un partito di estrema destra?

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Hans-Georg Maaßen e, di fianco a lui, Horst Seehofer (foto: picture alliance / NurPhoto)

Hans-Georg Maaßen è un giurista di 56 anni, nato a Rheindahlen, piccola cittadina della Renania Settentrionale vicino a Mönchengladbach – quel posto dal nome impronunciabile che però più o meno tutti abbiamo sentito nominare per la sua squadra di calcio, il Borussia Mönchengladbach che dominava in Germania e in Europa negli anni Settanta. Continua a leggere “L’informatore”

Bavarese europeo

La candidatura di Manfred Weber e i suoi risvolti per la politica interna tedesca e per la destra europea.

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(Foto: dpa)

Manfred Weber, europarlamentare bavarese della CSU e attuale presidente del gruppo parlamentare del Partito Popolare Europeo, sarà il candidato del PPE alla presidenza della Commissione Europea. Continua a leggere “Bavarese europeo”